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Dio muove il giocatore, questi il pezzo. Quale dio dietro Dio la trama ordisce di tempo e polvere, sogno e agonia?
Borges

Qui nel reparto intoccabili dove la vita ci sembra enorme perché non cerca più e non chiede perché non crede più e non dorme
Qui nel girone invisibili per un capriccio del cielo viviamo come destini e tutti ne sentiamo il gelo
De Andrè
 sei la mia nostalgia di saperti inaccessibile nel momento stesso in cui ti afferro.
Nazim Hikmet

Vado punto e a capo così Spegnerò le luci e da qui Sparirai Pochi attimi Oltre questa nebbia Oltre il temporale C’è una notte lunga e limpida, Finirà
G. Nannini

Dolce è il dolore che porti negli occhi, quanto il perdersi dentro di te. Ed il lieve infuriare di rabbia che porti aggrappata alla fragilità. Dormi che è meglio pensarci domani alla muta distanza che scorre tra noi quando non sei vicino a scaldare i miei sogni, quando i sogni nemmeno son qui. Dormi che è meglio dormi che è meglio dormi che è meglio dormi che è meglio così. Non immagini quanto sia dolce sfiorare dai tuoi incerti sorrisi la felicità. Anche solo per pochi secondi capire che qualcosa di buono c’è in me. Dormi che è meglio dormi che è meglio dormi che è meglio per noi. Dormi che è meglio dormi che è meglio dormi che è meglio così.

C'è tempo domani Per tutte queste idee Per chi parte o rimane Seguendo le maree Io adesso ho bisogno Di bagnarmi il viso Nell'umido autunno Che scende all'improvviso
C'è tempo domani Per la velocità Di questa esistenza Che sogni più non ha adesso Vorrei solamente credere a un istante In un treno notturno Che scavalchi il blu Di questa mia notte Irraggiungibile Che porti pensieri Invisibile Esattamente come Io non so più Però Dovunque fossi Tu
E può essere lieve la malinconia È come la pioggia Che cade in questa via, Lo sai non ricordo Quanti anni avrai Avrai gli anni di allora E cambiare non potrai ancora
C'è tempo domani Per questa vita mia E domani, domani Che cosa vuoi che sia Adesso Vorrei solamente riuscire a liberare Un aereo notturno Che scivoli sul blu Di questa mia notte Irraggiungibile Che porti pensieri Invisibile Esattamente come Io non so più Però Dovunque fossi Tu
Mia Martini

E tu piangi mille notti di perché…
Mia Martini

E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai! Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu, il resto di una gioventù che ormai non ho più... E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia, ora ammetto che la colpa forse è solo mia, avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato
Mia Martini

Ciò che ho scritto di noi -Nazim Hikmet
Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia è la mia nostalgia cresciuta sul ramo inaccessibile è la mia sete tirata su dal pozzo dei miei sogni è il disegno t r a c c i a t o su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità è la tua grazia cesta colma di frutti rovesciata sull'erba è la tua assenza quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via è la mia gelosia quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati è la mia felicità fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
 foto: S. Dolce
 Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere d'essere niente. A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo...
In cima alla collina del tridente appollaiata come una gallina c'è la casa che il pazzo ha costruito per avere la luna più vicina Il pazzo sta scrivendo da vent'anni una canzone senza verità ma adesso è tardi e forse questa sera metterà un punto e l'abbandonerà Le stelle sono fredde in fondo al porto dove le case cambiano colore dove c'è il molo dei contrabbandieri e costa un po' di meno anche l'amore Fra i marinai che aspettano l'imbarco e ridono chiedendo un altro litro un vecchio guarda fisso oltre le navi dove il suo mare è diventato v e t r o
F. De Gregori

…Nella nullità di un tacco a spillo perso per strada filtra luce di donna, la luce di donna, di un mondo - tanto che c’è da chiedersi, in fine, se è proprio quella / forse E’ QUELLA la porta unica per l’AUTENTICITA’ DEI MONDI
non c’è in nessuna donna tutta la donna che c’è in un tacco a spillo perso per strada / lì c’è a portata di mano qualcosa che assomiglia / qualcosa che E’ IL NOCCIOLO ULTIMO DELLA IMMANE COLLETTIVA ESPERIENZA E STORIA GIACENTE SOTTO IL NOME DI DONNA ....
A. Baricco - City

Sotto il nome di felicità non riesco a immaginare niente che possa durare più di uno, forse due e tre secondi…
H. Boll
Signore e signori…il fondo del sacco consiste nel fatto che, tutto essendo stato fatto, pagato o non pagato, vinto o perso, l’oggetto che vi vien presentato produca un’emozione così forte e intensa da poterla chiamare indicibile, vocabolo che indica una delle vie della felicità, e che non è traducibile, cosa straordinaria, in alcune lingue.
Le Corbusier

Sempre camminerò per queste spiagge tra la sabbia e la schiuma dell’onda: l’alta marea cancellerà l’impronta e il vento la schiuma… ma sempre spiaggia e mare rimarranno...

Riusciamo a comprendere l’inatteso della vita solo quando lasciamo che l’inatteso accada…
P. Coelho
Ma quassù le stelle non si spengono mai Il peso non si sente già più Nel vuoto galleggerai Ma quassù le notti non finiscono mai Le ore si confondono e tu Non sai che giorno è
Tiromancino
Se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna; se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati fin sopra la nuvola; ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa.
K. Gibran

“Lo sapeva, Hector Horeau. Lo sapeva benissimo che faccia aveva. Quel pomeriggio, giù alla vetreria e tutte le altre volte. - Ogni tanto penso che tutta questa storia del vetro…, del Crystal Palace e di tutti quei miei progetti… vede, ogni tanto penso che solo un uomo spaventato come me poteva farsi venire una mania del genere. Sotto sotto non c’è altro… paura, solo paura… Lo capisce?, è la magia del vetro… proteggere senza imprigionare… stare in un posto e poter veder ovunque, avere un tetto e vedere il cielo… sentirsi dentro e sentirsi fuori, contemporaneamente… un’astuzia, nient’altro che un’astuzia… se le vuole una cosa e però ne ha paura non ha che da mettere un vetro in mezzo… tra lei e quella cosa… potrà andarle vicinissimo eppure rimarrà al sicuro… Non c’è altro… io metto pezzi di mondo sotto vetro perché quello è un modo di salvarsi… si rifugiano i desideri, li dentro… al riparo dalla paura… una tana meravigliosa e trasparente… Lo capisce, lei, tutto questo?”
A. Baricco – Castelli di rabbia

A lovestruck Romeo sings a streetsus serenade Laying everybody low with me a lovesong that he made Finds a convenient streetlight steps out of the shade Says something like you and me babe how about it ?
Juliet says hey it's Romeo you nearly gimme a heart attack He's underneath the window she's singing hey la my boyfriend's back You shouldn't come around here singing up at people like that Anyway what you gonna do about it ?
Juliet the dice were loaded from the start And I bet and you exploded in my heart And I forget the movie song When you wanna realise it was just that the time was wrong Juliet ?
Come up on differents streets they both were streets of shame Both dirty both mean yes and the dream was just the same And I dreamed your dream for you and your dream is real How can you look at me as if I was just another one of your deals ?
Where you can fall for chains of silver you can fall for chains of gold You can fall for pretty strangers and the promises they hold You promised me everything you promised me think and thin Now you just says oh Romeo yeah you know I used to have a scene with him
Juliet when we made love you used to cry You said I love you like the stars above I'll love you till I die There's a place for us you know the movie song When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet ?
I can't do the talk like they talk on TV And I can't do a love song like the way it's meant to be I can't do everything but I'd do anything for you I can't do anything except be in love with you
And all I do is miss you and the way we used to be All do is keep the beat and bad company All I do is kiss you through the bars of a rhyme Julie I'd do the stars with you any time
Juliet when we made love you used to cry You said I love you like the stars above I'll love you till I die There's a place for us you know the movie song When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet ?
A lovestruck Romeo sings a streetsus serenade Laying everybody low with me a lovesong that he made Finds a convenient streetlight steps out of the shade Says something like you and me babe how about it ?

Alzarsi in volo come gabbiani sul mare d'autunno... Tornare liberi e bambini a bordo di un cigno alato... Planare in un sogno ai bordi di un lago incantato...

Ognuno di noi è angelo di se stesso nella misura in cui si riconosce tale, ci siamo dimenticati che quel giorno abbiamo deciso di nascondere le nostre ali e nell'umiltà poter dimostrare la nostra grandezza.. e la più profonda grandezza è riuscire ad amare.. S.

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3 novembre 2007
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a casa...

...
...
| inviato da ondeincerte il 3/11/2007 alle 19:26 | |
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24 ottobre 2007
test
Testami
[1] - Chi sei???...
[2] - Siamo amici?...
[3] - Quando e dove ci siamo conosciuti?...
[4] - Felice di avermi conosciuto?...
[5] - Hai mai desiderato darmi un pugno?...
[6] - Dammi un soprannome e spiega perchè...
[7] - Descrivimi con una parola...
[8] - Cambieresti qualcosa del mio carattere?...
[9] - Mi trovi bello?...
[10] - Sono una persona che vuole avere sempre ragione?...
[11] - Andiamo d'accordo?...
[12] - Pensi che io sia un buon amico?...
[13] - Pensi di essere un/a buono/a amico/a per me?...
[14] - Quale è stata la tua prima impressione su di me?...
[15] - Pensi la stessa cosa ora??...
[16] - Racconta una cosa che abbiamo fatto insieme...
[17] - Cosa ti fa ricordare me?...
[18] - Quanto mi conosci?...
[19] - Cosa faresti se...
a.mi suicidassi
b.rubassi
c.scappassi di casa
d.tradissi la tua fiducia
e.facessi abuso di stupefacenti
[20] - C'è mai stato qualcosa tra di noi?...
[21] - Quand'è l'ultima volta che mi hai visto?...
[22]- C'è mai stata una cosa che avresti voluto dirmi ma non l'hai fatto?
[23] - Metteresti questo sul tuo blog per vedere cosa dirò su di te
| inviato da ondeincerte il 24/10/2007 alle 19:52 | |
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18 ottobre 2007
nostalgia di rileggermi...
| inviato da ondeincerte il 18/10/2007 alle 18:47 | |
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29 settembre 2006
certo...non si può dire che sia stata troppo costante in questo mio diario virtuale... probabilmente in questo periodo non avevo nulla da dire...o forse tanto... e quando il tanto diventa troppo...meglio tacere e tenere tutto qui dentro... ...troppo cosa... troppo bello? troppo brutto? troppo emozionante? troppo triste? troppo sentito troppo doloroso troppo difficile troppo noioso troppo pesante? ...semplicemente troppo tutto insieme... ho perso per strada tanti legami che pensavo indissolubili e trovato situazioni che non facevano per me... e visto amici diventare estranei e ascoltato ragioni veramente stupide... ma forse è colpa mia... ora però ho bisogno di aprire nuove porte...
| inviato da il 29/9/2006 alle 17:53 | |
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11 maggio 2006
Scale e gradini e salite e fatica…
Ancora un passo,e sei a metà…
Salire e salire…
A volte tutto questo sembra
Un’eterna unica e infinita salita…
Ci sono gradini fatti apposta per noi,
che sono abbastanza alti da toglierci il respiro
e abbastanza bassi da essere superati,prima o poi…
si dice che gli ostacoli siano grandi
esattamente quanto la nostra capacità si superarli…
e le nostre strade sono lunghe…
ma non più della nostra costanza nel percorrerle…
scale ripide…e alte…e immense…
arriverai finalmente in cima…
e lì scoprirai che è più bello salire
che essere arrivati…
buonasalita a tutti…

| inviato da il 11/5/2006 alle 14:10 | |
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5 maggio 2006
...gli scatti migliori non sono mai i più belli... ma quelli che racchiudono l'emozione più grande...

| inviato da il 5/5/2006 alle 23:48 | |
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4 maggio 2006
Perche' ti amo
Perche' ti amo, di notte son venuto da te cosi' impetuoso e titubante e tu non mi potrai piu' dimenticare l' anima tua son venuto a rubare.
Ora lei e' mia - del tutto mi appartiene nel male e nel bene, dal mio impetuoso e ardito amare nessun angelo ti potra' salvare.
Hermann Hesse

| inviato da il 4/5/2006 alle 12:52 | |
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2 maggio 2006
Scrivo per percorrermi…
Tutto comincia così,
solo con delle parole…
penso davanti a una finestra della facoltà
con un sottofondo di jazz e cinguettii…
non rinuncio a questa briciola di tranquillità
seppure in questa giornata
mi sono sentita nulla…
come fossi vuota di tutto
e piena di vuoto…
“…il delicato nulla dei candidi suoni di kandinskji,
quello delle cose mute di hoffmannsthal,
quello della bocca degli dei di rilke,
o forse il nulla inventato da Mallarmè…
perché NON TUTTI I NULLA SONO UGUALI…
ogni epoca si inventa il suo vuoto e il suo silenzio…”
J. Quetglas
…ognuno di noi se ne inventa uno…
Il vuoto di quando non sai cosa dire…
Il silenzio di quando non sai farti ascoltare…
Il nulla che leggi negli occhi di chi non ti ama…
…ognuno di noi si inventa la sua corsia di soccorso
E sfugge al niente assoluto…anche se per poco…

| inviato da il 2/5/2006 alle 20:10 | |
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20 aprile 2006
Se per una volta,una sola volta
Il mondo girasse nel mio stesso verso
Sarei serena…e grata…per tutto
Per questo dono…
Ma non è così…non è più così da un po’…
Certo…
Non può sempre andare bene…
Ma non dovrebbe essere COSI’,
in QUESTO modo…
se per un solo unico attimo
tutto girasse nel verso giusto,
non avrei bisogno
di un pianto dirotto nel mezzo della notte
per elemosinare il tuo aiuto
e la tua fragile attenzione…
le mie parole giungerebbero
al tuo orecchio senza bisogno
di essere ripetute tre volte…
e non proveresti pena
né io vergogna
per questo momento
che mi vede così irrimediabilmente
trasparente…
se tutto girasse per il verso giusto…
se il mondo andasse
nella mia stessa direzione
non avrei bisogno
di restare sveglia per tutta la notte…
non avrei bisogno
di dare un taglio ai miei capelli
sperando che in un’ora anche il resto cambi…
se tutto fosse meno imperfetto di ora
non ci sarebbero lacrime
né macchie d’umido sulle pareti
né treni che partono domattina
né giorni esili
né sottili incomprensioni…
se tutto andasse un po’ bene…
ma non va…
non riesco a guardare oltre questo velo
e tu non ti sforzi di conoscermi di nuovo
nè di ricordare se mai mi hai conosciuta…
ora è tardi…buonanotte…

| inviato da il 20/4/2006 alle 2:21 | |
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19 aprile 2006
QUESTO è IL TEMPO?
…Questo è il tuo tempo, non lo lasciare Un vento che passa e che non tornerà mai Corre veloce senza esitare Non guarda indietro il tempo che se ne va Questo è il tuo tempo, sta in fondo al cuore Pulsa col sangue e corre forte nelle vene E' il tuo respiro, non lo sprecare Brucia in un rimpianto se ti perdi ad aspettare…(M.C.R.)
sono anni che me lo chiedo
che mi chiedo
PERCHE’ IL TEMPO PASSA COSI’ IN FRETTA…
Perché passa,
come riesce a farlo senza far rumore
come riesce a cambiarci,
perché non ritorna più sui suoi passi…
allora…
mi adeguo al suo scorrere…
sprecandolo
controllandolo
utilizzandolo nel modo
più insensato possibile…
allora…
mi stanca pensarci…
mi stanca guardare l’orologio
e sapere che ho meno tempo di prima
per fare qualcosa che ancora non ho fatto…
allora…
mentre passa sfiora i pensieri…
mi riporta avanti e indietro
in viaggi illusori
mi ricorda le mie imperfezioni
mi ricorda che c’è qualcosa che non si cancella
e che anche se i tuoi passi
si allontanano, lì dove ci sei stato…
lì…
rimane sempre la tua impronta…
| inviato da il 19/4/2006 alle 11:17 | |
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16 aprile 2006
buona pasqua a tutti!!!!!

| inviato da il 16/4/2006 alle 8:43 | |
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15 aprile 2006
Che si gioca per vincere
e non si gioca per partecipare Chi è ferito e non cade,
ma continua ad andare A sbattersi nel buio e a farsi vedere A sanguinare di nascosto
e a pagare da bere A goccia a goccia,
ma tu guarda,
il mio cuore mangiato L’amore ha sempre fame,
non l’avevi notato E dice sempre con disinvoltura Senza paura dice: “mai”,
senza paura mai.
Che si veste di bianco per scandalizzare E compra rose a dozzine E fa curvare i pianeti
e fa piegare le schiene Che si gioca per vincere
e chi vince è perduto Con una chiave ed un numero in mano Tutta la notte aspettare un saluto E a pensare: “ti amo”
Chi raccoglie conchiglie
dopo la mareggiata E il cielo è ancora scuro,
ma la notte è passata E macina la sabbia dentro i mulini a vento E che non ha mai fretta
e che non ha mai tempo E poi l’amore indecente,
che si lascia guardare L’amore prepotente
che si deve fare E gli amori ormai passati
e ancora vivi nella mente Chè dell’amore
non si butta niente
De Gregori

| inviato da il 15/4/2006 alle 9:46 | |
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14 aprile 2006
mattina con sole.
Vento forte…
Vedo ora
Cose che prima mi erano invisibili
Ero parte di un tutto
Ora sono una parte
Di un qualcosa che si rifiuta di mostrarsi
E che mi stanco di cercare…
Forse mi ferisco da sola
E vaneggio…

| inviato da il 14/4/2006 alle 12:26 | |
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8 aprile 2006
Lo SPAZIO è un dubbio,
devo continuamente
individuarlo,designarlo…
non è mai MIO…
MAI mi viene dato,
devo CONQUISTARLO…
i miei spazi sono FRAGILI
il tempo li consumerà,
li distruggerà,
niente
somiglierà più
a quel che era
i miei RICORDI
mi tradiranno,
l’oblio s’infiltrerà
nella mia memoria…
G. PEREC

Ogni tanto riesco a strappare
Un briciolo di tempo
Per reinserirmi in questo mondo virtuale
Fatto di persone lontane,
ma che hanno voglia di parlarsi
con parole,colori,voci ignote,
senza volto,ma con curiosità…
E’ passato un po’ dal mio ultimo post,
ma spero di avere la possibilità
di non assentarmi così a lungo…
perché,devo ammetterlo,
non l’avrei mai detto,
ma tutto questo,tutte le parole,
tutte le immagini,tutto il senso nascosto
dietro ogni singolo clic della tastiera
mi aiuta…mi SERVE…
a presto e buonagiornata!
| inviato da il 8/4/2006 alle 9:42 | |
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25 febbraio 2006
.."Il mio lavoro prende il via da alcune contraddizioni insanabili tra il metodo, l'idea ed il desiderio.
E' come avere un milione di pezzi di mosaico che non compongono la stessa figura, che non potranno mai essere assemblati e costituire una unita', poiche' non provengono da un insieme unitario.
E' proprio questa la differenza tra costruire davvero qualcosa conciliando questi bizzarri elementi inconciliabili in opposizione ad un procedimento meccanico come l'assemblaggio di pezzi gia' pronti e scollegati.
Include di frequente elementi che non sembrano parte del procedimento architettonico, certe idee stravaganti, certe tecniche che possono non essere accettate come normali tecniche di architettura, il rapporto tra progetto e spazio, tra idea e funzione.
Cerco di considerare ogni riflessione sull'architettura non necessaria per cio' che sto facendo, dal momento che mi sembra che l'architettura debba essere cio' su cui non si puo' riflettere, cio' che non puo' essere analizzato e predicato nello stesso modo del pensiero. In questo modo, cio' che faccio non e' conseguenza del pensiero."......
tratto da
Daniel Libeskind,
Tra metodo, idea e desiderio, "Domus" n.731, 1991 -

| inviato da il 25/2/2006 alle 8:37 | |
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8 gennaio 2006
Odio ripetermi
Essere banale
E retorica…
Ma ogni volta
che arriva questo momento
non so mai cosa fare
dire
pensare
sentire…
forse dovrei
affidare i miei pensieri
al silenzio…
e tacere,per renderli ancora
più speciali.
Suona come un saluto
Già sentito
Come un’immagine
Già vista
Come un sogno ricorrente…
Sembra uno
Dei tanti tristi arrivederci
Soliti
Uguali..
Eppure so già
Che guardando dal finestrino
Tra un’ora o due
Spererò di tornare indietro
Di fermarmi lì
Di non andare..
Di fronte a una folla in partenza
E a tutti quelli che salutano
Mi sento immobile..
Ma vorrei gridare
Sgusciare in silenzio
E nascondermi
Fuori
Per restare lì dove vorrei…
Ma non si può!
Allora mi godo
l’ultimo accenno di sole
dal mio terrazzo…
e mi preparo
malvolentieri
a bagagli e nebbia…
al freddo dei mattoncini rossi
alle notti a metà…
ai pranzi di insalate…
E tutto tornerà come prima…

"Tu sei seduto lì, a meno di due metri.. che cosa sono due metri? Un tragitto insignificante per un qualsiasi essere umano.. però per me questi due metri che servono per poter arrivare fino a te e per poterti almeno toccare sono un viaggio impossibile, una chimera, un sogno... "
| inviato da il 8/1/2006 alle 11:56 | |
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6 gennaio 2006
Fammi un ritratto del sole-
Così che io possa appenderlo in camera mia-
E possa fingere di scaldarmi
Mentre gli altri lo chiamano " Giorno"!
Disegnami un pettirosso- su un ramo-
Così che io possa ascoltarlo - mentre dormo-
E quando cesserà il campo nei campi
Anch'io deporrò la mia illusione.
Dimmi se e' vero che fa caldo a mezzogiorno
Se sono i ranuncoli- quelli che volano-
O le farfalle- quelle che fioriscono.
Poi, manda via il gelo dai prati
E scaccia la ruggine dagli alberi
Dammi l'illusione che ruggine e gelo
Non debbano più tornare... E.Dickinson

| inviato da il 6/1/2006 alle 16:56 | |
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3 gennaio 2006
cinque tue strane abitudini ...invitata da lei ....
regolamento: il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro
1_Ogni volta che vedo un gatto non riesco a trattenermi dal miagolare...non so se sia preoccupante,ma di certo non è normale!
2_A volte mi capita di dormire sul tappeto,senza nessun motivo particolare...ma è una sensazione che mi piace!
3_Quando sono molto giù, o non so con chi parlare...scrivo lettere a me stessa...
4_Quando inizio a leggere un libro non POSSO assolutamente impiegare più di un paio di giorni a leggerlo, perchè sono troppo curiosa di vedere come va a finire...
5_Spesso se bevo una bibita in lattina tengo quell'affarino metallico della chiusura- per me è il PIZZETTO--..ne ho attualmente più di 1000...
ora passo il testimone-se vorranno!!!-a...
suggestioni franz irlanda frenci piccola_stella
| inviato da il 3/1/2006 alle 21:30 | |
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31 dicembre 2005
“ Così dolce è sentirsi
Una piccola ombra
In riva alla luce…
Il senso di un tuffo
Mai completato
l’IO sosta…
Pensandomi ferma
Stasera
In riva alla vita
Come un cespo di giunchi
Che trema
Presso un’acqua in cammino” Antonia Pozzi

| inviato da il 31/12/2005 alle 19:22 | |
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31 dicembre 2005
alla fine di un anno, ma soprattutto di QUEST'ANNO, potrei fare resoconti tirare le somme come tutti come tanti... ma dall'alto della mia imperfezione tentando un'altra strada che non sia quella della malinconia... non posso che concludere questi 365 veloci intensi strani pienissimi giorni ringraziando tante persone e dicendomi che...va bene così... perchè chi sbaglia...fa giusto...a volte...
| inviato da il 31/12/2005 alle 0:27 | |
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27 dicembre 2005
“Credo che non sia tutto qua.
Però, prima di credere in qualcos’altro
bisogna fare i conti con quello che c’è qua,
e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio…
credo che non sia giusto giudicare la vita degli altri,
perché comunque non puoi sapere un cazzo della vita degli altri…”
Sfogliando un vecchio diario di scuola
Ho ritrovato queste parole…
Le agende di qualche anno fa
Piene di dediche e cuori infranti
Cupidi
Test dell’amore
Frasi strappalacrime
Scritte da mani
Ancora troppo piccole
E sognatrici…
Ho ritrovato queste parole
Per caso
Senza saperlo
Senza volerlo
Forse loro hanno trovato me
Ma non hanno trovato
La stessa persona
Che le ha lette la prima volta
Né la stessa
Che le ha lette l’ultima volta
Prima di conservare il diario
Per anni…
No
Hanno incontrato un’altra me
Più matura-forse-
Più disillusa-sicuramente-
Più pensierosa
Più…
Io non so…
Se…
Se sia giusto giudicare…
Ma giudico me stessa
Adesso
Mi giudico
Perché non sono stata capace
Di badare a me
Di regalarmi la realizzazione
Di parte dei miei sogni
Di trovare qualcuno
Che fosse in grado di farlo
Di cercare, solo cercare,
Di far capire le mie esigenze
Che purtroppo…
Sono troppo fiabesche…
Fiabesche e poco pratiche…
Ma…
Sono –a torto- convinta
Che qualcuno ci dovrà pur essere
Qualcuno ci deve essere
Che sappia farmi sentire
Sempre all’interno di un’avventura
…
Ci deve essere…
Altrimenti io cosa ci sto a fare…
Qui…
Pensavo di aver trovato qualcosa di simile
Ma…
Dovevo capirlo…
Non ho bisogno di qualcuno
Che mi riporti alla realtà..
Perché essa stessa basta
E si fa sentire costantemente…
Ho troppo da dire…
Purtroppo…
Nemmeno io stessa starei ad ascoltarmi
Per più di cinque minuti…
Forse stanotte scriverò
Quel famoso libro
Che ho sempre desiderato…
“La carta è più paziente degli uomini”
…
credo di essermi dilungata un po’ troppo…

| inviato da il 27/12/2005 alle 22:16 | |
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27 dicembre 2005
"Gli uomini", disse il piccolo principe, "si imbucano nei rapidi,
ma non sanno piu' che cosa cercano.
Allora si agitano, e girano intorno a se stessi..." E soggiunse: "Non vale la pena..." Il pozzo che avevamo raggiunto non assomigliava ai pozzi sahariani". I pozzi sahariani sono dei semplici buchi scavati nella sabbia. Questo assomiglia a un pozzo di villaggio. Ma non c'era alcun villaggio intorno, e mi sembrava di sognare. "E' strano", dissi al piccolo principe, "e' tutto pronto: la carrucola, il secchio e la corda..." Rise, tocco' la corda, fece funzionare la carrucola. E la carrucola gemette come geme una vecchia banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo. "Senti", disse il piccolo principe, "noi svegliamo questo pozzo e lui canta..." Non volevo che facesse uno sforzo. "Lasciami fare", gli dissi, "e' troppo pesante per te". Lentamente issai il secchio fino all'orlo del pozzo. Lo misi bene in equilibrio. Nelle mie orecchie perdurava il canto della carrucola e nell'acqua che tremava ancora, vedevo tremare il sole. "Ho sete di questa acqua", disse il piccolo principe, "dammi da bere..." E capii quello che aveva cercato! Sollevai il secchio fino alle sue labbra. Bevette con gli occhi chiusi. Era dolce come una festa. Quest'acqua era ben altra cosa che un alimento. Era nata dalla marcia sotto le stelle, dal canto della carrucola, dallo sforzo delle mie braccia. Faceva bene al cuore, come un dono. Quando ero piccolo, le luci dell'albero di Natale, la musica della Messa di mezzanotte, la dolcezza dei sorrisi, facevano risplendere i doni di Natale che ricevevo. "Da te, gli uomini", disse il piccolo principe, "coltivano cinquemila rose nello stesso giardino..." e non trovano quello che cercano..." "Non lo trovano", risposi. "E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po' d'acqua..." "Certo", risposi. E il piccolo principe soggiunse: "Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore". Avevo bevuto. Respiravo bene. La sabbia, al levar del sole, era color del miele. Ero felice anche di questo color di miele. Perche' mi sentivo invece angustiato? "Devi mantenere la tua promessa", mi disse dolcemente il piccolo principe, che di nuovo si era seduto vicino a me. "Quale promessa?" "Sai... una museruola per la mia pecora... sono responsabile di quel fiore!" Tirai fuori dalla tasca i miei schizzi. Il piccolo principe li vide e disse ridendo: "I tuoi baobab assomigliano un po' a dei cavoli..." "Oh!" Io, che ero cosi' fiero dei baobab! "La tua volpe... le sue orecchie... assomigliano un po' a delle corna... e sono troppe lunghe!" E rise ancora. "Sei ingiusto, ometto, non sapevo disegnare altro che boa dal di dentro e dal di fuori". "Oh, andra' bene", disse, "i bambini capiscono". Disegnai dunque una museruola. E avevo il cuore stretto consegnandogliela: "Hai dei progetti che ignoro..." Ma non mi rispose. Mi disse: "Sai, la mia caduta sulla Terra ... sara' domani l'anniversario..." Poi, dopo un silenzio, disse ancora: "Ero caduto qui vicino..." Ed arrossi'. Di nuovo, senza capire il perche', provai uno strano dispiacere. Tuttavia una domanda mi venne alle labbra: "Allora, non e' per caso che il mattino in cui ti ho conosciuto, tu passeggiavi tutto solo a mille miglia da qualsiasi regione abitata! Ritornavi verso il punto della tua caduta?" Il piccolo principe arrossi' ancora. E aggiunsi, esitando: "Per l'anniversario, forse?" Il piccolo principe arrossi' di nuovo. Non rispondeva mai alle domande, ma quando si arrossisce vuol dire "si", non e' vero? "Ah!" gli dissi, "ho paura..." Ma mi rispose: "Ora devi lavorare. Devi riandare dal tuo malore. Ti aspetto qui. Ritorna domani sera..." Ma non ero rassicurato. Mi ricordavo della volpe. Si arrischia di piangere un poco se ci si e' lasciati addomesticare…
C'era a fianco del pozzo un vecchio muro di pietra in rovina. Quando ritornai dal mio lavoro, l'indomani sera, vidi da lontano il mio piccolo principe che era seduto la' sopra, le gambe penzoloni. Lo udii che parlava. "Non te ne ricordi piu'?" diceva, "non e' proprio qui!" Un'altra voce senza dubbio gli rispondeva, perche' egli replico': "Si! Si! E' proprio questo il giorno, ma non e' qui il luogo..." Continuai il mio cammino verso il muro. Non vedevo, ne' udivo ancora l'altra persona. Tuttavia il piccolo principe replico' di nuovo: "... Sicuro. Verrai dove incominciano le mie tracce nella sabbia. Non hai che da attendermi la'. Ci saro' questa notte". Ero a venti metri dal muro e non vedevo ancora nulla. Il piccolo principe disse ancora, dopo un silenzio: "Hai del buon veleno? Sei sicuro di non farmi soffrire troppo tempo?" Mi arrestai, il cuore stretto, ma ancora non capivo. "Ora vattene," disse, "voglio ridiscendere. Allora anch'io abbassai gli occhi ai piedi del muro e feci un salto!
C'era la', drizzato verso il piccolo principe, uno di quei serpenti gialli che ti uccidono in trenta secondi. Pur frugando in tasca per prendere il revolver, mi misi a correre, ma al rumore che feci, il serpente si lascio' scivolare dolcemente nella sabbia, come un getto d'acqua che muore, e senza troppo affrettarsi si infilo' tra le pietre con un leggero rumore metallico. Arrivai davanti al muro giusto in tempo per ricevere fra le braccia il mio ometto, pallido come la neve. "Che cos'e' questa storia! Adesso parli coi serpenti!". Avevo disfatto la sua sciarpa d'oro. Gli avevo bagnato le tempie e l'avevo fatto bere. Ed ora non osavo piu' domandargli niente. Mi guardo' gravemente e mi strinse le braccia al collo. Sentivo battere il suo cuore come quello di un uccellino che muore, quando l'hanno colpito col fucile. Mi disse: "Sono contento che tu abbia trovato quello che mancava al tuo motore. Puoi ritornare a casa tua..." "Come lo sai?" Stavo appunto per annunciargli che, insperatamente, ero riuscito nel mio lavoro! Non rispose alla mia domanda, ma soggiunse: "Anch'io, oggi, ritorno a casa..." Poi, melanconicamente: "E' molto piu' lontano... e' molto piu' difficile..." Sentivo che stava succedendo qualche cosa di straordinario. Lo stringevo fra le braccia come un bimbetto, eppure mi sembrava che scivolasse verticalmente in un abisso, senza che io potessi fare nulla per trattenerlo... Aveva lo sguardo serio, perduto lontano: "Ho la tua pecora. E ho la cassetta per la pecora. E ho la museruola..." E sorrise con malinconia. Attesi a lungo. Sentivo che a poco a poco si riscaldava: "Ometto caro, hai avuto paura..." Aveva avuto sicuramente paura! Ma rise con dolcezza: "Avro' ben piu' paura questa sera..." Mi sentii gelare di nuovo per il sentimento dell'irreparabile. E capii che non potevo sopportare l'idea di non sentire piu' quel riso. Era per me come una fontana nel deserto. "Ometto, voglio ancora sentirti ridere..." Ma mi disse: "Sara' un anno questa notte. La mia stella sara' proprio sopra al luogo dove sono caduto l'anno scorso..." "Ometto, non e' vero che e' un brutto sogno quella storia del serpente, dell'appuntamento e della stella?..." Ma non mi rispose. Disse: "Quello che e' importante, non lo si vede..." "Certo..." "E' come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, e' dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite". "Certo..." "E' come per l'acqua. Quella che tu mi hai dato da bere era come una musica, c'era la carrucola e c'era la corda... ti ricordi... era buona". "Certo..." "Guarderai le stelle, la notte. E' troppo piccolo da me perche' ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E' meglio cosi'. La mia stella sara' per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle, ti piacera' guardarle... Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo..." Rise ancora. "Ah! Ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!" "E sara' proprio questo il mio regalo... sara' come per l'acqua..." "Che cosa vuoi dire?" "Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per altri non sono che delle piccole luci. Per altri, che sono dei sapienti, sono dei problemi. Per il mio uomo d'affari erano dell'oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha..." "Che cosa vuoi dire?" "Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abitero' in una di esse, visto che io ridero' in una di esse, allora sara' per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!" E rise ancora. "E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, cosi', per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. "T'avro' fatto un brutto scherzo..." E rise ancora. "Sara' come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..." E rise ancora. Poi ridivenne serio. "Questa notte... sai, non venire". "Non ti lascero'". "Sembrera' che io mi senta male... sembrera' un po' che io muoia. E' cosi'. Non venire a vedere, non vale la pena..." "Non ti lascero'". Ma era preoccupato. "Ti dico questo... Anche per il serpente. Non bisogna che ti morda... I serpenti sono cattivi. Ti puo' mordere per il piacere di..." "Non ti lascero'". "Ma qualcosa lo rassicuro': "E' vero che non hanno piu' veleno per il secondo morso..." Quella notte non lo vidi mettersi in cammino.
Si era dileguato senza far rumore. Quando riuscii a raggiungerlo camminava deciso, con un passo rapido. Mi disse solamente: "Ah! Sei qui..." E mi prese per mano. Ma ancora si tormentava: "Hai avuto torto. Avrai dispiacere. Sembrero' morto e non sara' vero..." Io stavo zitto. "Capisci? E' troppo lontano. Non posso portare appresso il mio corpo. E' troppo pesante". Io stavo zitto. "Ma sara' come una vecchia scorza abbandonata. Non sono tristi le vecchie scorze..." Io stavo zitto. Si scoraggio' un poco. Ma fece ancora uno sforzo: "Sara' bello, sai. Anch'io guardero' le stelle. Tutte le stelle saranno dei pozzi con una carrucola arrugginita. Tutte le stelle mi verseranno da bere..." Io stavo zitto. "Sara' talmente divertente! Tu avrai cinquecento milioni di sonagli, io avro' cinquecento milioni di fontane..." E tacque anche lui perche' piangeva. "E' la'. Lasciami fare un passo da solo". Si sedette perche' aveva paura. E disse ancora: "Sai... il mio fiore... ne sono responsabile! Ed e' talmente debole e talmente ingenuo. Ha quattro spine da niente per proteggermi dal mondo...". Mi sedetti anch'io perche' non potevo piu' stare in piedi. Disse: "Ecco... e' questo qui..." Esito' ancora un poco, poi si rialzo'. Fece un passo. Io non potevo muovermi. Non ci fu che un guizzo giallo vicino alla sua caviglia. Rimase immobile per un istante. Non grido'. Cadde dolcemente come cade un albero. Non fece neppure rumore sulla sabbia.

ieri sera, era tardi e mi sono addormentata sul sedile posteriore della macchina... sentivo parlottare i mei mio fratello canticchiava... e io dormivo come tanto tempo fa... quando ero piccola e tornavamo a casa la sera io mi addormentavo sempre a volte fingevo! solo per farmi coccolare dopo! mi sono ritrovata bambina e felice... una felicità durata il tempo di un breve tragitto... mi sono ritrovata avvolta da sogni pensieri gesti di bambina che ricordavo a metà... come quando mi addormentavo nel letto leggendo la storia di un piccolo principe che faceva troppe domande e rimaneva con un punto interrogativo non risolto... un pò come me...
| inviato da il 27/12/2005 alle 10:51 | |
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24 dicembre 2005
MERRY XMAS!

| inviato da il 24/12/2005 alle 15:40 | |
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24 dicembre 2005
“La conoscenza cala come una polvere d’oro;
se la si tocca, dona il potere di
PREVEDERE.
L’artista possiede questo potere:
CONOSCE
LA
VITA
PRIMA
DEL
SUO
INIZIO;
si esprime con le parole della
DECISIONE
e dell’intelletto”.
Un libretto di un centinaio di pagine
mi ha abbagliata…
come una lanterna nel buio…
quando non sai cercare le tue idee…
quando trovi solo banalità…
ecco…
un libretto…
è riuscito a trasmettermi
quegli insegnamenti che ricercavo
DISPERATAMENTE
Inseguendo consigli…
Un grazie al libretto
E a chi ha fatto in modo
Che io lo leggessi…

| inviato da il 24/12/2005 alle 8:34 | |
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23 dicembre 2005
Improvvisamente sul display appare la sigla BR_LE…
Strano come questo sia stato per me una specie di BENTORNATA…
L’ho visto…
Passare indifferente al di là del finestrino…
Nemmeno il tempo di mettere tutto a posto
E già vedo scorrere davanti a me
Strade che ricordo a memoria
Una via consumata per 5 lunghi brevissimi anni
Ogni giorno con un cuore diverso
Ogni giorno con 24ore in più di vita
Ogni giorno con pensieri ancora assonnati o stancamente fervidi…
L’ho visto, il mare…
Il rosso del cielo…
Assorbirò tutto ciò che incontrerò
Per portarlo con me tra un po’ di tempo
Quando arriverà nuovamente
Il momento degli arrivederci e delle paure…
Buonavigiliadellavigilia!

| inviato da il 23/12/2005 alle 9:35 | |
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7 dicembre 2005
uffa...vorrei un attimo di tregua un attimo solo un attimo di tregua un secondo per me per me per me
uno... salire scendere.. non conta... 1,4,82,90054...sono solo numeri... vorrei un pò d'umanità... e mi fa schifo quella persona che con il suo opportunismo ha rovinato un'ambizione utopistica... ma la mia passione crescerà,lo so... e mi ritroverò prima o poi... mi sto cercando,ma sto per ritrovarmi... ora si aspetta....
| inviato da il 7/12/2005 alle 18:1 | |
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30 novembre 2005
...per una delle persone che mi fanno sentire a casa ogni giorno della settimana... ...paziente... ...tanto paziente nonostante i miei discorsi prevalentemente a carattere MONOTEMATICO! ...allegra e contagiosa... ...ha sempre le parole giuste... ...è lì pronta accanto, anche quando non sai a chi far mangiare un cioccolatino al BURRO DI ARACHIDI!!!
AUGURI GIULIAAA!!!
 ps. cmq la prossima volta se vai in prigione vengo con te!
| inviato da il 30/11/2005 alle 1:9 | |
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28 novembre 2005
Ci sono storie
mai iniziate
Mai finite
Mai concesse…
Frasi e brividi
Che si ritagliano
Un timido spazio
Tra le pieghe di un lenzuolo
Tra le foto di bambina
Tra gli sguardi in un corridoio…
Le storie
non sono
solo quelle
che durano
mesi,
anni
o una vita.
Le storie possono
Vivere anche
Un solo istante
Il tempo di una parola
Di un film
O di un caffè…
Ogni giorno
infinite storie
nascono e finiscono brevi come la vita
di una farfalla…
Le afferriamo e…
L’istante dopo
Qualcuno ha già cancellato tutto…
Così…

| inviato da il 28/11/2005 alle 8:0 | |
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27 novembre 2005

PERCHE’?

| inviato da il 27/11/2005 alle 10:54 | |
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26 novembre 2005
...qualcuno oggi mi ha detto che dovrei sentirmi in colpa... ...in colpa... ...in colpa di cosa... ...di voler cambiare il nero con l'azzurro? ...di avere bisogno di un cambiamento in me che mi faccia stare bene? ...di aver chiuso la porta a chi mi ricordava ogni giorno ciò che non volevo essere? ... ...in colpa per quale motivo? ...per aver reso a me stessa quello che avevo perso? ...per aver preferito i colori al grigio? ...per cosa? ...per esseremi svegliata forse... ...per avere ritrovato la forza di sentire... ...l'indipendenza della mia felicità... ...perchè negarmi la voglia di fare ciò che mi va... ...sarei ingiusta con me... ...perchè negarmi la possibilità di lasciarmi andare a qualcosa di diverso... ...completamente... ...senza pensieri negativi,senza complicazioni inutili... ...no, forse non posso?... chi lo sa...chi ha diritto di dirlo se non io... ...ieri ho capito che so provare qualcosa... ...qualsiasi cosa... ...che posso riuscire a crescere ancora... ...che posso correre o camminare... ...gridare o tacere ...e lasciarmi andare... ... ...che posso sentirmi come voglio... ...donna o bambina ...come voglio...
...c'è un posto dove non avrei avuto bisogno di dire tutte queste parole sprecare fiato sogni e pensieri cercare il modo per spiegare... dove mi sarebbe bastato ascoltare l'odore del mare portato dal vento ...dove mi sarebbe bastato stendermi sull'erba ...e guardare in alto, fisso su di me... ...il tempo di capire la forma di una nuvola e già avrei saputo cosa fare... ...ascoltare il mare d'inverno e farmi ascoltare da lui... ...cercare qualcuno che abbia la pazienza di comprendere i miei silenzi... ...che soffi sui miei silenzi... ...rendendoli più leggeri...
Non immagini quanto sia dolce sfiorare dai tuoi incerti sorrisi la felicità. Anche solo per pochi secondi capire che qualcosa di buono c’è in me.

| inviato da il 26/11/2005 alle 20:24 | |
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